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           MANUALE

DEL BUON POLITICANTE DA CAFFE’
 
                 NOTE:
   
(1)Cfr. J.J. ROUSSEAU. Il contratto sociale, nota al capitolo “Del patto sociale”.
(2)Th. HOBBES, Leviatano. Introduzione. Nella traduzione di Mario Vinciguerra.
(3)Di fatto, è piuttosto difficile classificare e ripartire gli Autori che hanno trattato il problema (metastorico) degli inizi dei rapporti umani di convivenza e della giustificazione delle leggi, essendovi, anche all’interno della produzione di alcuni di essi, oggettive difficoltà di interpretazione. Trattandosi, tuttavia, di testi classici, il miglior consiglio da dare a chi legge è di cercarseli in biblioteca e farsene una idea personale.
Fra le opere più rappresentative si possono ricordare : quelle di Johannes Althusius (Politica methodice digesta) ; Ugo Grozio (De iure belli ac pacis) ; Samuel Pufendorf (De iure naturali et gentium) ; Richard Cumberland (De legibus naturae) ; Thomas Hobbes (Elementi filosofici del cittadino e Leviathan) ; Baruch de Spinoza (Trattato politico) ; John Locke (il primo ed il secondo saggio sul governo civile, la lettera e il saggio sulla tolleranza) ; Ch. Louis de Secondat, barone di Montesquieu (Lo Spirito delle leggi) ; Emanuele Kant (Metafisica dei costumi, p. 1^ Dei principi metafisici della dottrina del diritto, sez. I., II. Il diritto dello Stato) ; David Hume (Ricerca sull’intelletto umanoRicerca sui principi della morale).
Questo testo si orienta, per i fondamenti della politica, sulle opinioni di Althusius, Cumberland e Hume ; per la morale, su Kant, per la filosofia su Peirce.
Riguardo alla posizione di Rousseau, la sua contraddittorietà fu evidenziata da Benjamin Constant (già citato in questo testo), e in seguito da Hans Kelsen : “La volonté générale di Rousseau – scrive quest’ultimo – espressione antropomorfa che indica l’ordine statale oggettivo, valevole indipendentemente dalla volontà degli individui, è assolutamente incompatibile con la teoria del contratto sociale, che è funzione della volonté de tous. Ma questa contraddizione fra una costruzione soggettiva ed una costruzione oggettiva o – se si vuole – questo passaggio da una posizione iniziale soggettiva a un risultato finale oggettivista, non è certo meno caratteristico del pensiero di Rousseau che di quello di Kant e di Fichte.” Cfr. Hans Kelsen, I fondamenti della democrazia, e altri saggi . Il Mulino, Bologna, 1966, p.16.
(4)Cfr. Umberto Cerroni, Il pensiero politico dalle origini ai nostri giorni. 1^Ed. 2^ rist. Editori Riuniti, Roma, 1975, p. 535.
(5)Emmanuel Kant, nota a Il diritto dello Stato, sez. I., p. II. di Dei Principi metafisici della dottrina del diritto. (Metafisica dei costumi, p. 1).
(6) Kant (op. cit.) intese col termine libertà legale la facoltà di obbedire alla legge alla quale il cittadino ha dato il consenso, e non ad altre ; col termine uguaglianza civile la considerazione che superiore al cittadino è solo la propria legge ; con indipendenza civile il riconoscimento che il diritto del cittadino proviene dal proprio Stato e dalla propria Legge.
(7)Traduzione di Vittorio Mathieu, Kant, in Filosofia. Curcio, Milano, 1988 IV, p. 1000 – 1043.
    Ciò che dev’essere universalizzabile, spiega Mathieu, non è l’azione in sé, bensì il principio soggettivo che la guida.
(8)Cfr. G.F.W. HEGEL, Lineamenti di Filosofia del Diritto. Laterza, Bari, 1971.
§ 258. Scrive Hegel : Lo Stato, in quanto è la realtà sostanziale, che esso ha nell’autocoscienza particolare, elevata alla sua universalità, è il razionale in sé e per sé. Quest’unità sostanziale è fine a sé stessa, assoluto, immoto, nel quale la libertà giunge al suo diritto supremo, così come questo scopo finale ha il più alto diritto, di fronte ai singoli, il cui dovere supremo è di essere componenti dello Stato.
In critica al giusnaturalismo : Se si scambia lo Stato con la Società Civile, e la sua destinazione è posta nella sicurezza e nella protezione della proprietà e della libertà personale, l'interesse del singolo come tale è il fine ultimo, nel quale essi sono unificati, e segue appunto da ciò che esser componente dello Stato è una cosa a capriccio.
§ 270. In esaltazione : Lo Stato è la volontà divina, in quanto attuale Spirito esplicantesi a forma reale e ad organizzazione di un mondo.
(9) Si può ricordare la cosiddetta “Legge dei sospetti” del 17 settembre 1793, relazionata, nel Parlamento francese, dal giurista Merlin de Douai. Questa legge, che prese atto durante la dittatura di Robespierre, dichiarò superflue le prove ed abolita qualsiasi forma di difesa dell’imputato (politico).
(10)E' noto che il principio di libertà educativa, fondato sul riconoscimento delle attitudini, sulla differenziazione individuale spontanea, sulla negazione di ogni teoria educativa ideologicamente imposta (anche come libertà da metodologie precostituite),è centrale nella pedagogia democratico-liberale. Basterà ricordare i nomi di John Dewey e Alfred N. Whitehead.
Se noi spogliamo il suo credo – Così John Dewey – dagli elementi provvisori (le esigenze della organizzazione sociale e delle sue attività economiche) rimangono sempre dei valori durevoli per i quali il primo liberalismo reggeva; essi sono la libertà, lo sviluppo delle attitudini individuali reso possibile dalla libertà stessa, ed il ruolo centrale dell'intelligenza che gioca liberamente nella indagine, nella discussione, nella espressione. (Liberalismo e Azione sociale, capo secondo).
Roberto Ardigò riconobbe l'importanza dello stimolo differenziato, applicabile "secondo le condizioni, il carattere e l'età dell'educando" (La Scienza dell'educazione, capo ottavo).
Fuori del campo pedagogico, Georges Sorel accreditò la giustificazione della naturalità delle tendenze, osservando che il genio può svilupparsi anche nell'ombra..
"Si è spesso rilevata la povertà della notizie di cui siamo in possesso sui grandi artisti gotici.
Tra i tagliatori di pietre che scolpivano le immagini delle cattedrali c'erano uomini di capacità superiori che sembra siano sempre rimasti confusi nella massa dei loro compagni, ciò nondimeno essi producevano capolavori.
Viollet le Duc trova strano che gli archivi di Notre-Dame non ci abbiano conservato alcun particolare sulla costruzione di questo gigantesco monumento, e che in generale i documenti del medioevo siano assai parchi di notizie sugli architetti; aggiunge che il genio si può sviluppare anche all'ombra, e che è proprio della sua essenza di ricercare il silenzio e l'oscurità. (Riflessioni sulla violenza, capo settimo).
Wilhelm von Humboldt (Saggio sui limiti dell'azione dello Stato) osservò, riguardo all'educazione: – "Qualunque metodo (lo Stato) scelga, si allontanerà sempre dal migliore procedimento, il quale, senza dubbio, consiste nel presentare tutte le possibili soluzioni del problema, per preparare l'uomo a scegliere da sè."
(11)Emile DURKHEIM, La divisione del lavoro sociale; Le regole del metodo sociologico. Traduzione. Milano, 1962-1963.
(12)Cfr. Ch.S.PEIRCE, How to make our ideas clear. Popular Science Monthly, genn. 1878.
(13) Cfr. Principes de politique applicables a tous les Gouvernements représentatifs…B.CONSTANT Œuvres,a cura di Alfred Roulin. Ed. Gallimard, Paris, 1957. La traduzione italiana dei passi citati è di Umberto Cerroni. Cfr. B. CONSTANT, Principi di politica. Editori Riuniti, Roma, 1970.
(14) Aggiunge Constant: Ora, che accadrebbe se l’arbitrio fosse permesso contro di loro, non per la loro condotta pubblica, ma per cause segrete? L’autorità ministeriale, senza dubbio non imporrebbe loro le sue sentenze quando fossero assisi suoi loro scranni, nella cinta apparentemente inviolabile ove la Legge li ha posti. Non oserebbero neppure se obbedissero alla loro coscienza, a dispetto della volontà, arrestarli, o esiliarli come giurati e come giudici. Ma li arresterebbe e li esilierebbe come individui sospetti…Non avreste dunque abbandonato all’arbitrio della polizia dei cittadini oscuri, ma avreste messo in sua balia tutti i tribunali, tutti i giudici, tutti i giurati, tutti gli accusati.” Op. cit. p. 200-201 della traduzione del Cerroni. Ora, “l’arbitrio della polizia” potrebbe continuare ad esistere sino a che essa stessa non fosse legata scrupolosamente ai codici ed al potere indipendente della giustizia.
(15) Th. HOBBES, op. cit.. p. 154.

 

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